Il rito del tatuaggio in Polinesia risale addirittura all' origine dei migranti che occuparono le isole dell' arcipelago. Il legame del tatuaggio con un' idea di bellezza e' alla base del suo significato sociale e coinvolge piu' gli uomini che le donne.
I tatuatori godevano di prestigio all' interno della societa' polinesiana in quanto ritenuti dei veri specialisti.
La natura era la grande ispiratrice dei disegni che venivano tatuati, i decori piu' diffusi erano rappresentati da animali, piante, elementi naturali, senza pero' tralasciare parti del corpo che venivano riprodotte nei loro particolari, ad esempio un occhio, le mani...
Anche le attrezzature e i colori derivavano dalla natura: la fuliggine (ottenuta dalla cottura della frutta e mescolata con acqua e olio) serviva come colorante e la cute veniva incisa tramite pettini in osso con denti molto affilati.Per garantire la tenuta veniva aggiunto zucchero di canna e succo di cocco alla tintura.
Tatuare la pelle fin dalle origini di quest' arte e' stata un' esigenza di affermare il proprio status, un simbolo del proprio rango sociale.I giovani polinesiani attendevano il tempo del loro primo tatuaggio intorno ai 14 anni, significava diventare uomini.
Il tatuaggio serviva per diventare piu' attraente per una donna, incutere paura al nemico e simboleggiare la propria forza di guerriero.
Proprio il termine samoano "tatau'" rappresenta l' origine da cui deriva il termine stesso tatuaggio, la parola significa letteralmente battere o marchiare.....Tattoo polinesiani ...lo stile del passato che vive nel presente..